skip to Main Content
La Jojoba

In tutto il mondo vi è un crescente interesse a sviluppare la coltivazione intensiva di questo arbusto desertico al fine di sfruttarne l’olio per svariati scopi industriali. L’interesse è soprattutto concentrato sulle inusuali proprietà e sulle caratteristiche chimiche – uniche nel campo vegetale dell’olio contenuto nei semi a percentuali attorno al 50%.

Quest’olio dal tipico colore giallo dorato, inodore e di buon sapore è costituito per lo più da monoesteri a lunga catena in C40 – C44 derivati da alcooli e acidi in C20 aventi due doppi legami (uno sull’alcool ed uno sull’acido).
La totale assenza di glicerina indica che l’olio di Jojoba differisce radicalmente da tutti gli altri oli di semi e che non è un grasso ma una cera liquida.

I motivi di questo interesse allo sviluppo delle coltivazioni di una pianta sinora vissuta allo stato spontaneo sono molteplici. Fra i principali, quello di sfruttare agronomicamente zone semiaride in cui non possano essere fatte altre coltivazioni è quello offrire una alternativa al consumo di olio di cetaceo o che e’ composto da esteri insaturi come l’olio di Jojoba. Il consumo di “sperm whale oil” e’ calcolato in tutto il mondo in diverse migliaia di tonnellate/anno di cui la metà impiegato, previa solfurazione, nell’industria dei lubrificanti.
In diversi stati, fra cui gli U.S.A., è da qualche anno vietata la caccia a balene e capodogli, da cui appunto si ricava l’olio di cetaceo e si presenta quindi la necessità di sostituirlo. Unico sostituto disponibile in natura è appunto l’olio di Jojoba che può rimpiazzarlo in tutti i settori d’impiego senza richiedere riformulazioni.

La cera liquida Jojoba possiede per di più alcuni pregi e prerogative che mancano all’olio di cetaceo:

  • non ha odore di pesce;
  • non contiene stearina e non richiede quindi alcun pretrattamento;
  • può essere agevolmente additivato di zolfo e non scurisce con la solforazione;
  • rimane liquido anche solforizzato, mentre l’olio di cetaceo richiede una miscelazione
  • con olio minerale;
  • può essere idrogenato, dando una cera dura e bianca con ampie possibilità di impiego.

Altre prerogative specifiche dell’olio di Jojoba saranno indicate nel corso dell’esposizione. Esistono ovviamente non pochi problemi da risolvere. Attualmente è disponibile quasi solo olio ottenuto da piante spontanee. Le coltivazioni, tentate sin dagli anni ’50, hanno incontrato problemi non facili da risolvere e là dove le piantagioni intensive hanno attecchito, è stato necessario un lavoro di anni per organizzare piante maschili e piante femminili in rapporti adeguati.

Prima che un arbusto sia in grado di fruttificare sono necessari dai 6 ai 10 anni e ciò significa un non indifferente investimento a medio e lungo termine. Solo verso li 1990 le piantagioni dell’Arizona, California, Messico e quelle messe a dimora nel deserto del Negev in Israele sono state in grado di produrre una quantità di semi tale da rendere l’olio competitivo nei riguardi dell’olio di cetaceo.
Negli anni ’80 il prezzo dell’olio di Jojoba era ancora molto elevato provenendo, solo o quasi, da piante spontanee ed essendo soggetto ad azioni speculative per la sua rarità.
In pratica il consumo si è per il momento orientato verso mercati specialistici quale quello cosmetico, quello delle fermentazioni per la produzione di antibiotici, quello farmaceutico ed altri settori minori.

Anche il grande settore della lubrificazione industriale si limita a seguire lo sviluppo produttivo dell’olio e ad eseguire prove sperimentali (anche in Italia alcuni settori di ricerca di una grande industria automobilistica stanno sperimentando già da qualche anno l’olio di Jojoba solforizzato).
La reattività della molecola estere insaturo dell’olio di Jojoba offre ampie possibilità anche in altri settori quali quello delle materie plastiche e delle gomme e a livello di laboratorio sono già stati preparati numerosi derivati destinati ad inserirsi negli anni futuri nella tecnologia degli alti polimeri.
Si stimava che la Simmondsia, del cui olio sono state saggiate le molteplici possibilità applicative, sarebbe diventato dopo il 2000 una importante forma di attività agronomica, seguita da ampi sviluppi industriali.
E’ toccato però all’industria cosmetica ed a quella farmaceutica, portare avanti negli anni ’80 un consumo privilegiato dell’olio di Jojoba in attesa che il suo costo scendesse ai livelli degli oli vegetali.

La cera di Jojoba

Cera di jojoba e olio di jojoba sono sinonimi. Trattasi di una miscela di esteri, di acidi ed alcooli grassi lineari insaturi ad alto peso molecolare.

Proprietà della cera di Jojoba

Numerose esperienze e studi hanno confermato ciò che gli indiani del deserto del Sonora conoscevano da migliaia di anni: l’olio di jojoba è estremamente efficace per la cura della pelle.
Essendo infatti un olio non grasso, non ostruisce i pori permettendone così il normale funzionamento e migliorando la funzione omeostatica delle ghiandole sudorifere e sebacee.
Esso possiede un forte potere penetrante dovuto alla struttura chimica lineare della molecola che lo compone, con la capacità di favorire il ripristino del Ph naturale, combatte il processo di atrofia delle fibre elastiche e collagene e restituisce alla cute le sue proprietà naturali (elasticità, morbidezza, colorito).

Un rapporto dell’Institute for Applied Pharmaceutical Research, riporta l’evidente riduzione delle rughe del 26, 18 e 11% dopo 1,4 e 8 ore rispettivamente dall’applicazione dell’olio di jojoba.
Lo stesso studio clinico conferma un forte potere emolliente, idratante, di controllo nella perdita d’acqua durante la traspirazione minimizzando lo sfaldamento e la perdita di cellule dermatiche morte.
E’ sebosimile, perciò scioglie il vecchio sebo permettendo di tenere libero e pulito il bulbo capillifero, trova quindi applicazione nelle cure tricologiche. L’innocuità della cera vergine di jojoba è stata dimostrata in termini di tossicità acuta dermica e di tollerabilità cutanea da diversi ricercatori.

Il Jojoba in Italia

In Italia sono state impiantate alcune piantagioni di jojoba nelle regioni meridionali ed insulari (Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) che hanno complessivamente una produzione modesta ma di grande qualità da ritenersi dovuta fondamentalmente al clima ed alle qualità dei terreni dove sono impiantate.
Il seme, o l’olio di queste coltivazioni è il prodotto commercializzato, esclusivamente puro e solo per utilizzi di tipo cosmetico, dalla nostra società che lo produce secondo le modalità specificate nella presentazione.
Altri prodotti collegati o derivati seguono altre linee di commercializzazione di tipo industriale. Infatti la nostra società gestisce linee di prodotti cosmetici e tricologici con separati marchi e tratta olio di jojoba per applicazioni di tipo industriale oltre ad avere allo studio numerosi altri prodotti utilizzabili in vari settori.

Acquista il nostro olio o richiedi informazioni
Back To Top